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Tecnologia TALR: come funziona e vantaggi

Aggiornato il: 25 lug 2019

Le perdite idriche rappresentano una delle sfide più grandi per i gestori dei sistemi acquedottistici. Attraverso l’indagine “Dati ambientali nelle città”, condotta dall’ISTAT nel 2016, sulla serie storica di dati che va dal 2012 al 2015, sono stati pubblicati dati inerenti alle perdite delle reti idriche. Nei 116 capoluoghi di provincia analizzati è emerso un valore di perdita di rete medio per l’anno 2015 pari al 35,4%, al netto delle perdite apparenti (o perdite amministrative), ovvero dovute a consumi autorizzati ma non misurati (fontane, irrigazione pubblica, etc.), consumi non autorizzati, allacci abusivi ed errori di misura dei contatori. Nove regioni in Italia hanno comuni con perdite maggiori del 60%.


La nuova tecnologia TALR -Trenchless Automated Leakage Repair-, distribuita in esclusiva per l’Italia da Pipecare s.r.l, è una soluzione brevettata a livello internazionale, che risponde efficacemente ed economicamente alla richiesta sempre più pressante della riduzione massiva delle perdite nelle reti idriche urbane.


Utilizzando una resina epossidica allo stato vischioso permette, senza scavare, di sigillare buchi e fessure nelle condotte idriche urbane (tubazioni principali con diametri da 50 mm fino a 200 mm e allacci utente del diametro minimo di 10 mm) eliminando tutte le perdite, micro perdite e perdite di sottofondo tra i 30 e i 3000 L/h. Queste ultime rappresentano una percentuale importante sul totale delle perdite e si concentrano non solo sulle condotte principali, ma soprattutto sui giunti e sugli allacci utenze.


Dal punto di vista operativo, l’intervento si compone di diverse fasi. Si inizia con l’isolamento della tubazione principale e dei relativi allacci, per una lunghezza compresa tra i 150 e i 400 metri. Dopodiché, attraverso due apparecchiature specifiche poste agli estremi della tubazione principale, vengono misurate le perdite e la torbidità dell’acqua prima dell’intervento. A questo punto la resina epossidica viene spinta all’interno del tubo utilizzando l’acqua di rete e protetta da un PIG (acronimo di Pipeling Inspection Gadget), ossia un gel specifico che ne assicura il mantenimento. La resina, nel passaggio all’interno del tubo, agisce grazie alla differenza di pressione data dalle varie perdite. L’esatto quantitativo di resina necessario a riparare il singolo foro o la singola crepa si stacca dal corpo principale e sigilla la perdita. Tale processo avviene anche negli allacci, dove quantitativi di resina specifici, seguendo la differenza di pressione, raggiungono la perdita sigillandola. La resina e il PIG attraversano la tubazione principale e vengono estratti da una strumentazione a valle. I materiali estratti possono essere smaltiti come rifiuti comuni. Infine, si procede ad una fase di lavaggio con acqua di rete, atta a ristabilire il valore di torbidità iniziale, dopodiché la rete viene immediatamente rimessa in servizio.


Si evidenzia che l’intervento non comporta il rivestimento interno del tubo con la resina: quest’ultima agisce solo nei punti in cui ci sono le perdite, sigillandole.


Il cantiere occupa pochi metri quadrati, non necessita di interruzioni di strade o del traffico e l’interruzione del servizio idrico è di poche ore durante un normale turno di lavoro diurno.


La tecnologia e le sostanze utilizzate sono certificate dal Ministero della Salute secondo il DM 174 del 06/04/2004 per l’utilizzo con acque potabili ad uso umano. Inoltre, i polimeri utilizzati sono progettati per non rilasciare alcun residuo nell’acqua.


È chiaro dunque che la soluzione TARL fornisca importanti innovazioni che la differenziano dalle altre soluzioni attualmente presenti sul mercato, come il rivestimento delle tubazioni. Infatti, la possibilità di trattare con un unico passaggio della resina epossidica sia la tubazione principale che tutti gli allacci d’utente presenti sulla sezione trattata, andando a sigillare anche le perdite di flange e giunti, rappresenta un vantaggio enorme sia in termini di risultati che di costi.




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